Decreto Trasparenza Salariale – Nuovi obblighi per le aziende

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legislativo n. 96/2026, l’Italia ha recepito formalmente la Direttiva Europea UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva. Le nuove norme sono entrate ufficialmente in vigore in data 5 giugno 2026.
L'obiettivo del decreto è eliminare il divario salariale di genere. Il provvedimento introduce obblighi immediati per la selezione del personale e un nuovo diritto di informazione per tutti i dipendenti.
Di seguito si riporta la sintesi degli adempimenti operativi e le relative scadenze:
- FASE DI SELEZIONE E ASSUNZIONE (Per tutti i datori di lavoro)
Decorrenza: Immediata (da giugno 2026)
Tutte le aziende, indipendentemente dal numero di dipendenti, devono adeguarsi alle nuove regole di reclutamento:
- Trasparenza negli annunci: i candidati devono conoscere la retribuzione iniziale o la relativa fascia retributiva prima del colloquio (es. inserendola direttamente nell'annuncio di lavoro o comunicandola prima della selezione).
- Annunci neutri: le offerte di lavoro e i criteri di selezione devono essere completamente neutrali rispetto al genere.
Divieto di storico salariale: è vietato chiedere ai candidati informazioni sullo stipendio percepito nei precedenti rapporti di lavoro.
- DIRITTO DI INFORMAZIONE DEI DIPENDENTI (Per tutti i datori di lavoro)
Decorrenza: Immediata (da giugno 2026)
Ogni lavoratore ha il diritto di richiedere informazioni sui livelli retributivi medi aziendali (p. 1).
- Oggetto della richiesta: la media dei salari, ripartita per sesso, delle categorie di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o mansioni di pari valore.
- Tutela della privacy: non si tratta di un accesso alle retribuzioni individuali dei colleghi; la riservatezza individuale resta protetta e le informazioni non devono rendere identificabili i singoli compensi.
- Frequenza delle richieste: la richiesta può essere formulata dal dipendente una volta all'anno.
- Tempi di risposta: il datore di lavoro deve fornire risposta scritta entro due mesi.
- Aziende fino a 49 dipendenti: sono previste modalità semplificate di raccolta ed esposizione dei dati, demandate a un successivo decreto ministeriale, per evitare l'identificazione delle condizioni economiche individuali.
- OBBLIGO DI COMUNICAZIONE PERIODICA Scadenze scaglionate in base alla dimensione aziendale
Le aziende di medie e grandi dimensioni dovranno inviare periodicamente un report dettagliato sulla disparità salariale. Gli obblighi periodici di reporting scatteranno secondo le seguenti scansioni temporali:
|
Dimensione Azienda |
Scadenza Primo Report |
Frequenza Successiva |
|
Almeno 150 dipendenti |
07 Giugno 2027 |
Periodica |
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Almeno 100 dipendenti |
07 giugno 2031 |
Periodica |
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Meno di 100 dipendenti |
Esonerate dagli obblighi strutturali di report periodico |
Escluse da questo adempimento |
Nota: Anche le imprese medio-piccole (sotto i 100 dipendenti) restano comunque soggette al diritto di informazione individuale descritto al punto 2.
COME PREPARARSI IN AZIENDA
Sul piano operativo, la nuova disciplina spinge le aziende verso una maggiore strutturazione delle politiche retributive interne. Vi consigliamo di avviare fin da subito:
- Una mappatura delle posizioni e dei gruppi omogenei di lavoratori che svolgono lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore.
- Una revisione dei sistemi di classificazione e valutazione delle posizioni lavorative (grading) e verifica dei criteri utilizzati per determinare le retribuzioni e le progressioni economiche.
- L'applicazione dei parametri previsti dai contratti collettivi nazionali come riferimento per la comparazione delle posizioni.
Lo Studio sta monitorando l'evoluzione della normativa e rimane a disposizione per supportarvi nella mappatura dei dati e nella gestione delle comunicazioni aziendali per garantire la corretta applicazione delle nuove disposizioni.
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